Triangoli dei musei

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Ed è stato così che l’ho incontrata. Una sera dove non avevo voglia di uscire, dove non avevo voglia di fare niente. Volevo solo starmene a casa per i cazzi miei, a fare le tipiche cose di quando sei depresso. Puntualmente prima di uscire avevo sporcato di dentifricio la maglia nera, e comunque sia sono uscito con quella. Poi me la ritrovo la, davanti a me. Io all’inizio pensavo fosse la solita frigida di Vanchiglia. Pensavo fosse la tipa che si scopa gli artistoidi, che frequenta i branch e tutta quelle serie di puttanate assurde lì, tipiche delle amiche dello studio dei figli preferiti di papà (per carità, beati loro). Invece non era così. Invece ero io che come al solito sbagliavo.

Quella sera in realtà ho conosciuto una ragazza (la mia ragazza) fantastica. Adesso che penso a quella sera mi ricordo bene la sua faccia, mentre strizzava gli occhi un po dal freddo, un po dal tiro della sigaretta che si stava fumando, un pò per cercare di scrutare meglio dentro le mie difese psichiche. Dentro quello sguardo un buco nero psichedelico, tutto sullo sfondo era sfumato, c’era solo lei. E infatti adesso io penso sempre a lei e sono davvero grato e felice quella sera di avere conosciuto la mia giovane donna, che spero continui ad esserlo per tanto tempo.

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